Solamente lui ha saputo ritrarre la mia anima, come nessun altro ha saputo ritrarla. Appartiene a lui.

“Ti ricordi Pablo, quel giorno che sono venuta da te e mi hai fatto il ritratto? Quella sera tu volevi rendermi immortale, non so se ci riuscirai però sappi, che solamente Modigliani ha saputo ritrarre la mia anima, come nessun altro ha saputo ritrarla. Appartiene a lui.”

Una mattina del gennaio 1920 l’inquilino del piano sottostante controllò l’abitazione e trovò Modigliani delirante nel letto, attorniato da numerose scatolette di sardine aperte e bottiglie vuote, mentre si aggrappava a Jeanne, che era quasi al nono mese della seconda gravidanza. Venne convocato un dottore, ma c’era ormai poco da fare, poiché Modigliani era in preda a una meningite tubercolotica.

Ricoverato all’Hôpital de la Charité, in preda al delirio e circondato dagli amici più stretti e dalla straziata Jeanne, morì all’alba del 24 gennaio 1920. Alla morte di Modigliani ci fu un grande funerale, cui parteciparono tutti i membri delle comunità artistiche di Montmartre e Montparnasse.

Jeanne Hébuterne viene condotta nella casa paterna dai propri familiari ma, il giorno dopo, la giovane (al nono mese di gravidanza) si lancia dalla finestra dell’appartamento al quinto piano, morendo sul colpo.

I familiari di Jeanne, che disapprovavano la sua relazione con Modigliani, la tumularono nel cimitero di Bagneux dove rimase fino al 1930, quando la famiglia ne permise il trasferimento al cimitero Père Lachaise affinché venisse seppellita accanto all’amato. Il suo epitaffio recita: “Devota compagna sino all’estremo sacrificio”.

Quando conoscerò la tua anima dipingerò i tuoi occhi